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a  scuola  insieme

Che bella esperienza stamattina!

Noi alunni delle classi 3 A e 3 B del plesso Don L. Milani, insieme alle nostre maestre, abbiamo ospitato alcune nonne che ci hanno parlato dell’antica tradizione per il giorno di tutti i Santi: la cioccolata calda!

La nonna di Alice ci ha spiegato perché questo tipo di bevanda viene chiamata “veneziana” raccontandoci le sue origini sin dall’epoca di Cristoforo Colombo, un navigatore genovese che approdò in America, raccolse le fave di questa pianta e le portò in Italia a Venezia.

Là dei bravi pasticcieri prepararono una bevanda dolce e profumata il cui nome fu “veneziana”.

La nonna di Marina ci ha spiegato come si prepara e la nonna di Maria Sofia ci ha parlato di antiche usanze locali. Tutti insieme abbiamo potuto gustare questa dolce  e calda bevanda accompagnata da fragranti biscottini “savoiardi”.  

Tornati in classe la maestra ci ha anche raccontato una leggenda legata alla pianta del cacao.

E’ stato molto bello ed emozionante stare  a scuola in compagnia delle nostre nonne! Quante cose possiamo imparare da loro! Sono il nostro patrimonio ricco e prezioso!


Una dolce bevanda chiamata “veneziana”

La leggenda di Xoco Alt


Tanto tempo fa, in un paese lontano che oggi chiamiamo Messico, viveva un valoroso guerriero.
Un giorno conobbe una bellissima principessa.
Il principe e la principessa decisero di sposarsi.

Per molti anni Xoco (così si chiamava la principessa) ed il principe vissero insieme felici ed in pace.

Un brutto giorno scoppiò la guerra e i nemici tornarono...

Il principe dovette partire per andare a difendere i confini dell'Impero.
Lasciò Xoco a custodia della loro casa e le disse di nascondere il tesoro del regno.
Le ricchezze del popolo messicano non sarebbero dovute andare in mano al nemico.
Xoco giurò che non avrebbe mai tradito il suo popolo.

Una notte la principessa stava riposando quando venne svegliata da grida terribili. Il paese era in fiamme, il popolo fuggiva!
Improvvisamente un guerriero entrò nella stanza di Xoco e volle sapere dove veniva custodito il tesoro del Regno. Xoco, come aveva promesso non parlò.
La principessa venne uccisa.

Il padre sole e la madre terra videro quanto era successo e decisero che Xoco non sarebbe mai più stata dimenticata dagli uomini.

Quando il principe tornò trovò il tesoro, ma la principessa era morta.
Egli pianse e si disperò.

Ad un tratto proprio nel punto dove Xoco era stata uccisa spuntò un germoglio.
Dal germoglio si formò un albero, spuntarono poi dei bellissimi fiori bianchi e dopo i fiori crebbero i frutti, enormi e rossi.


Era nata la pianta del cacao!

Si dice infatti che i suoi fiori siano bianchi come la purezza d'animo della principessa e che i suoi semi abbiano il gusto amaro di questa storia.

Il principe non fu più triste, perchè sapeva che la principessa riviveva intorno a lui nella pianta del cacao.


LA TRADIZIONE DELLA “VENEZIANA”


In base alla tradizione la cioccolata, detta a Nardò “veneziana”, anticamente veniva distribuita nel giorno dei morti, il 2 novembre, a suffragio degli stessi.

Quasi sempre il compito era svolto dai bambini.Questi, per poterla consegnare calda la portavano nelle “giucculatere” di alluminio e dovevano correre per raggiungere le persone povere, sole, gli anziani e i malati.

Andavano per portare la dolcezza non solo della cioccolata, ma anche dei loro sorrisi.

Il sentimento di rispetto dei morti era talmente profondo che, sempre nello stesso giorno, le nuore, per manifestare affetto e rispetto, portavano la cioccolata alle suocere, le quali la gradivano.

Con la cioccolata si consumavano i biscotti savoiardi, perché assomigliavano nella forma alle ossa dei defunti.

Ancora oggi in molte famiglie c’è la tradizione di portare ai parenti la cioccolata calda, ma non più nel giorno dei morti, ma in quello di tutti i Santi.


ORIGINE


Cristoforo Colombo nel 1492 voleva andare in India per comprare sete e gioielli.

Partì con tre caravelle, due donate dai sovrani di Spagna (Ferdinando e Isabella D’Aragona) che si chiamavano la Nina e la Pinta, e la terza donata da re del Portogallo, la Santa Maria. Invece di arrivare in India, giunse in una Terra sconosciuta. Qui trovò le fave di cacao e le portò in Italia, a Genova.

Giunto in Italia, bisognava pagare la dogana, che i genovesi non volevano pagare, per cui le fave di cacao vennero sdoganate da Venezia.

A Venezia c’erano molte famiglie ricche e nobili, che iniziarono ad usare il cacao.

I maestri cioccolatieri, al servizio delle ricche famiglie veneziane, nel 1700 utilizzavano il cacao per preparare una bevanda molto dolce, che mangiavano con il cucchiaino, perché molto densa. Inizialmente questa bevanda veniva utilizzata solo dalle famiglie nobili; successivamente iniziò a diffondersi anche tra il popolo, attraverso le locande.

Il nome che venne dato alla bevanda fu “Veneziana” proprio in onore dei veneziani che furono i primi a utilizzarla e a diffonderla.

LA RICETTA


Cosa c’è di meglio di una tazza calda e fumante di ottimo cioccolato nelle serate di questo lungo autunno? Assolutamente niente!

Una coccola serale da gustare in famiglia, sul divano, accoccolati di fronte a un bel film ecco la ricetta:

Ingredienti:

 450 ml di latte

 1 cucchiaio colmo di fecola

 2 cucchiai colmi di cacao amaro

 1 cucchiaio di zucchero

 70 gr di cioccolato fondente

In un pentolino unite lo zucchero con il cacao amaro e la fecola di patate e mescolate. Aggiungete a filo il latte, continuate a mescolare per evitare la formazione di grumi. Mettete sul fuoco a fiamma bassa sempre mescolando e quando sarà ben caldo aggiungete il cioccolato fondente che poco alla volta si scioglierà. Mescolate fino a che la cioccolata calda non risulti abbastanza densa.

Per finire potete aggiungere panna montata e un pizzico di cannella.